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Partita IVA 01931140063 - Codice Fiscale 83006550061
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25-26-27 agosto
2017


































































































































































































































































Storia di Grondona
Grondona (in piemontese Grondòuna, in ligure Grondonn-a) è un comune della provincia di Alessandria sul torrente Spinti, tributario dello Scrivia,
unico comune completamente nella valle omonima.
Conta 538 abitanti (Grondonesi) e ha una superficie di 25,7 chilometri
quadrati per una densità abitativa di 20,93 abitanti per chilometro quadrato.
Sorge a 303 metri sopra il livello del mare. Il territorio del comune risulta
compreso tra i 240 e i 873 metri   di altitudine.
Storia di Grondona

Da visitare a
Grondona

Grondona viene citata per la prima volta nel 1164 quando l'imperatore del
Sacro Romano Impero Federico I "Barbarossa" che confermava i
privilegi del comune di Pavia, a cui sottoponeva Grondona.
Nel 1176 Grondona veniva integrata nei domini del comune di Tortona.
Nel 1181 i signori di Grondona che erano Alberto Becco, Corrado,
Alberto e Gugliemo Pavese giuravano fedeltá al comune di Tortona, in
cambio il comune agli stessi Grondona.
Nel 1181 il marchese Guido II, marchese di Gavi cedeva al suddiacono
Girvino la metá del castello di Grondona e altri castelli al prezzo di 600
denari d'argento comprese le torri, le mura, i fossati e qualsiasi bene fosse
all'interno e all'esterno degli stessi compresi i diritti e redditi pertinenti.
Nel 1185 i consoli di Tortona promettevano la protezione ai milanesi che
avessero percorso la Valle Scrivia e la giurisdizione tortonese, dove
figurano i de Grondona, signori di Grondona, che passavano quindi sotto
la protezione dei vescovi di Tortona. Nel periodo 185-1192 sono
frequenti scorribande genovesi che fanno temere al vescovo di Tortona la
fedeltà dei signori di Grondona. Nel 1192 Grondona giura nuovamente
fedeltà a Tortona con l'intermediazione dei marchesi di Gavi e di Parodi,
alleati di Tortona.
Tra il 1198 e il 1202 i marchesi di Gavi alienano completamante i loro
diritti feudali su Grondona. I de Grondona sono quindi gli unici signori
del luogo e nel 1210 giurano fedeltá a Tortona. Nel 1259 si costituisce
come comune autonomo, governato da un podestá, il primo é il signore
del luogo Federico da Grondona, signore anche di Dernice, Roccaforte
e Mangioncalda di Carrega.
Tra il 1294 e il 1310 Percivalle Fieschi, futuro vescovo di Tortona
acquista dai signori di Grondona parte del feudo che era quindi
amministrato in condominio tra Fieschi, marchesi di Gavi e signori di
Grondona.
Nel 1350 dopo una controversia risolta dal luogotenente dell'impero
Generardo di Arnstein venivano delimitati i confini del feudo con le
comunitá di Montessoro di Isola del Cantone e Roccaforte.
Nel 1369 vengono delimitati i confini del feudo con le comunitá di Prato
di Cantalupo e Roccaforte. Nel 1433 Nicolò Fieschi giura fedeltá ai
Visconti.
Nel 1457 passa definitivamente sotto il Ducato di Milano, ma nel 1471 é
restituito a Nicolò Fieschi. Nel 1457 era castellano di Grondona per il
Ducato di Milano il marchese Giacomo Malaspina, nel 1477 viene
restituito a Nicoló Fieschi, dato che aveva giurato fedeltá al nuovo duca di
Milano Gian Galeazzo Sforza.
Nel 1547 passa insieme a Vargo di Stazzano ad Andrea Doria che lo
renderá feudo imperiale, ma nel 1560 ritorna ai Malaspina, che lo terranno
fino al 1797. Nel 1736 con la Contea di Tortona passa ai Savoia. nel 1797
entra a far parte della Repubblica Ligure, nel 1805 dell'Impero francese e
nel 1815 rientra a far parte del Regno di Sardegna nella Provincia di Novi
e nella regione Liguria, da cui viene staccata nel 1859 col decreto Rattazzi
per entrare a far parte della provincia di Alessandria e quindi del
Piemonte.
Dal 1943 al 1945 nelle sue frazioni si svolsero combattimenti tra
nazifascisti e partigiani. Grondona fu liberata il 27 aprile 1945
.

Il Castello
storie e leggende su Grondona
Il castello prima della
frana
Costruito nel tardomedioevo, la prima fase muraria risale al 1181, quando
su iniziativa dei vescovi di Tortona, che vi costruirono il castello, che era
di forma oblunga, con tre torri cilindriche e una cappella, segui la storia di
Grondona, dal 1797 venne abbandonato.
Venne distrutto da una frana il 12 aprile 1934 che provocò dieci vittime.
Il quotidiano Il Secolo XIX di Genova del 14 aprile 1934 scrive della frana
del monte Asserello sull'abitato in questo modo, all'epoca Grondona era
frazione di Arquata Scrivia:
« Arquata Scrivia, 13 aprile - Cinque case travolte da una frana in una frazione di
Arquata Scrivia. La notte scorsa, nella frazione di Grondona - un gruppo di rustiche
case annidate nell'alta valle degli Spinti, sotto un grosso castello in parte in rovina -
è accaduta fulminea una sciagura gravissima che ha gettato nel lutto più profondo il
paese e che ha addolorato e impressionato gli abitanti della regione. Mancavano
pochi minuti alle 23, quando dalla vetta del monte soprastante l'abitato di Grondona
e sul quale dominava il castello si è spaccata in due e la parte a levante è precipitata
per una larghezza di 200 metri sul borgo Castello. I pochi paesani che ancora non si
erano coricati, avvertirono una forte scossa, seguita da un boato fortissimo. La
frana, per tutta la lunghezza del monte a levante del piccolo paese, che non conta
più di ottocento abitanti, si abbatteva con furore di distruzione sulle case sottostanti,
recando ovunque la rovina e la morte. Le macerie irruppero violente sopra l'abitato
del borgo, radendo al suolo cinque case e lesionandole altre dieci. La maggior parte
della popolazione che a quell'ora era stata sorpresa nel sonno è uscita tutta dalle case
senza rendersi subitamente conto di che cosa si trattasse. L'opera di soccorso è stata
subito iniziata per dissotterrare coloro che sorpresi nel sonno, erano stati trovati e
seppelliti dalle macerie delle case e della frana. Poco prima delle 11 mentre la frana
continuava a sfaldarsi, con grave pericolo per il resto del paese di Grondona
e di tutti i volenterosi accorsi che hanno lavorato con grande lena ed elevatissimo
spirito altruistico, tutte le salme sono state estratte dalle macerie. »
Il castello dopo la
frana
Tuttora del vecchio castello dopo questa frana rimane solo il mastio.
Data la natura del terreno su cui è edificato, quest’ultimo è a costante
rischio di frana.
Come si è prrsentata
la "Torre"negli ultimi
anni
Sono in corso importanti opere di consolidamento del terreno circostante
ed il mastio (o la "Torre" come viene definita dai grondonesi) verrà
smontata pezzo per pezzo e riedificata a qualche centinaio di metri
dall'attuale posizione in un sito sicuro che domina l'intera valle spinti.
La "Torre"in questi
giorni...
preparativi per effettuarne
lo spostamento

Chiesa dell'Assunta
Chiesa romanica del dodicesimo secolo, edificata nella giurisdizione di
San Vittore di Borghetto di Borbera, fin dalle origini il cimitero del paese
ne ingloba una parte, è stata rimaneggiata e ampliata tra il 1645 e il 1647 e
nel 1756. Il portale é con arco a tutto sesto con scolpito una croce, tre
gigli e la mano benedicente di Dio. L'architrave invece é liscio collegato a
colonnine terminati a crochet. Si trovano affresci dedicati a sant'Antonio
abate
, san Giacomo di Compostela, san Pietro e san Giorgio, la Vergine
nell'atto di bastonare il Diavolo tra Sant'Andrea e sant'Antonio abate di
Antonio Barbe del 1649 e la Madonna con Bambino tra i santi Pietro e
Paolo del XV secolo. Il campanile é anch'esso in stile romanico a pianta
quadrata, alto quattro piani segnati esternamente da cornici a dente di sega
con specchiature ad archetti pensili ciechi. La cella campanaria é aperta da
bifore con pilastrino che si conclude con capitello a stampella.